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    biografia

1920-1921

L'11 gennaio firma insieme a Funi, Dudreville e Russolo il Manifesto "Contro tutti i ritorni in pittura" che può essere considerato la premessa alla nascita del Movimento del Novecento. Sironi frequenta il "salotto" milanese di Margherita Sarfatti, principale fautrice del Novecentismo.
Nel marzo espone a Milano alla Galleria degli Ipogei, diretta da Mario Buggelli, insieme a Bucci, Carrà, Carpi, Dudreville, Funi, Gigiotti Zanini, Leto, Livi, Arturo Martini, Russolo ed altri. La presentazione del catalogo è di Margherita Sarfatti. In questa occasione presenta opere come Paesaggio urbano, Camion, Il Tram, Il cavaliere, Paesaggio urbano con vigile, Paesaggio urbano con donna. La figura umana viene affrontata dall'artista architettonicamente, l'uso della luce dà drammaticità e pathos al contrasto che regna tra ambiente e figura.
Tra il dicembre 1920 e il gennaio 1921 partecipa coi futuristi alla Mostra Italiana nell'Esposizione d'Arte Moderna di Ginevra.
Si affaccia una nuova tematica nella pittura sironiana, quella delle Periferie e dei Paesaggi Urbani. Si sente l'influenza degli espressionisti nordici in particolare di E. Heckel e di C. Permeke ma anche di Derain, Matisse, Vlaminck, pur nella assoluta originalità.
Dal 1921 collabora come illustratore con il periodico "Domando la Parola! Il Lunedì del Popolo d'Italia".

1922
Collabora come disegnatore e grafico al quotidiano "Il Popolo d'Italia".
Nasce il gruppo "I Sette Pittori del Novecento" di cui Sironi fa parte con Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Achille Funi, Gian Emilio Malerba, Piero Marussig, Ubaldo Oppi, preso a battesimo da Margherita Sarfatti e promosso dal gallerista Lino Pesaro. Il gruppo proponeva un "ritorno all'ordine" pur in sostanziale rispetto delle esperienze delle avanguardie. Un ritorno alla tradizione primitivista (Giotto, Masaccio) in funzione della forma-volume, le cui premesse si trovano nella pittura metafisica di Carrà e De Chirico. Il risultato è un realismo in cui mancano i fini sociali, una sorta di sublimazione del quotidiano.

1923
Alla Galleria Pesaro di Milano si tiene la prima mostra de
"I Sette Pittori del Novecento".
Presente all'inaugurazione sarà Benito Mussolini.

1924
Alla XIV Biennale di Venezia "I Sette Pittori del Novecento" ottengono una mostra. Ubaldo Oppi espone in una sala personale e lascia il gruppo. Sironi presenta quattro opere tra cui L'Architetto (1922) e L'Allieva (1924). Si tratta di dipinti fondamentali per comprendere la poetica del movimento.

1925
Margherita Sarfatti trasforma il gruppo de "I Sette Pittori del Novecento" in un vero e proprio movimento che battezza "Novecento Italiano".

1926
Inaugura al Palazzo della Permanente a Milano la I Mostra d'Arte del Novecento Italiano cui partecipano centodieci artisti. Sironi espone tre opere (Esopo, Il silenzioso, Solitudine) e realizza il manifesto della mostra. L'olio su tela Solitudine viene acquisito dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.
È presente alla I Exposition a Paris d'un groupe des peintres du Novecento Italiano, alla Galleria Carminati a Parigi.

1927
Prende parte alla formazione del Sindacato Lombardo Fascista per le BeIle Arti.
Espone alla mostra Italienische Maler al Kunsthaus di Zurigo. Realizza anche il manifesto della mostra.
Partecipa alla III Mostra Internazionale di Arti Decorative a Monza con caricature e illustrazioni per "ll Popolo d'Italia".
Alla fine dell' anno pubblica il suo primo articolo di critica su "Il Popolo d'Italia".

1928
Alla Galleria Milano viene allestita la mostra Sette Pittori Moderni alla quale Sironi partecipa con Bernasconi, Carrà, Funi, Marussig, Salietti e Tosi.
E' presente alle XVI Biennale di Venezia con nove opere.
In occasione dell'Esposizione Internazionale di Colonia, Sironi in collaborazione con l'architetto Giovanni Muzio cura I'allestimento del Padiglione Italiano. Nello stesso periodo sempre con Muzio allestisce il padiglione de "Il Popolo d'ltalia" alla Fiera Campionaria di Milano.

1929
Si svolge la II Mostra del Novecento Italiano al Palazzo della Permanente a MiIano. Sono presenti centosedici artisti. Sironi espone tre opere.
A maggio è inaugurata l'Esposizione Internazionale di Barcellona di cui Sironi con l'architetto Muzio cura l'allestimento perla Stampa Italiana.
Partecipa alla Mostra dei Pittori Novecentisti a Nizza e a Budapest.
A Parigi espone alla Mostra Art Moderne alla Galleria Bonaparte.
Il matrimonio con la Fabbrini entra in crisi. Inizia l'unione con Maria Alessandra Costa.

1930
Sironi realizza con Muzio l'alIestimcnto per la Mostra delle Arti Grafiche alla IV Triennale di Monza.
Espone alla XVII Biennale Veneziana.
Partecipa alla Mostra del Novecento Italiano a Buenos Aires. Progetta Ia sua prima scenografia teatrale per L'isola meravigliosa di Ugo Betti, rappresentata a Milano al Teatro Manzoni.

1931
E' presente alla I Quadriennale di Roma con ventinove opere, tra le quali due Famiglie che vengono acquistate una dalla Galleria Nazionale d' Arte Moderna e l' altra dalla Galleria Comunale d'Arte Moderna; una Composizione è acquistata dal Civico Museo di Torino.
Vince il II Premio alla XXX Internazionale di Pittura del Carnegie Institute di Pittsburgh.
Realizza i cartoni de ll lavoro per la vetrata del Ministero delle Corporazioni a Roma.
Inizia per Sironi la grande stagione della pittura monumentale con le tele a olio "L'agricoltura e L'architettura" terminate nel 1933 per il Palazzo delle Poste a Bergamo.

1932
Pubblica l'articolo Pittura murale su "Il Popolo d'Italia". Scritto fondamentale nel quale Sironi affronta la questione della pittura murale in termini teorici.
Cura l'allestimento e disegna il manifesto della Mostra della Rivoluzione Fascista.
Partecipa alla Biennale di Venezia con sette opere, tra queste vengono acquistate Il pastore dal Museo Revoltella di Trieste e Meriggio dalla Galleria d'Arte Moderna di Firenze.

1933
Sironi fa parte del direttorio della V Triennale di Milano insieme a Carlo A. Felice e Giò Ponti.
La sede dell'esposizione è il Palazzo dell'Arte, progettato dall'arch. Giovanni Muzio. Sironi cura l'allestimento di diverse sale e degli spazi dedicati alla pittura murale nei quali fa intervenire pittori come Carrà, De Chirico, Funi, Severini, Campigli, Depero e scultori come Arturo Martini, Marino Marini, Andreotti, Romanelli solo per citarne alcuni. Inoltre, nel Salone delle Cerimonie esegue il suo primo affresco monumentale, Le opere e i giorni, e realizza dodici bassorilievi in cemento colorato e sei in gesso per il Padiglione della Stampa costruito da Luciano Baldassarri.
Sironi firma con Funi, Carrà e Campigli il Manifesto della pittura murale, con il quale si dichiara piena fede alla funzione educativa che solo la grande pittura murale può avere.
Progetta le scene e i costumi per la Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti al Maggio Musicale Fiorentino.

1934
Allestisce la Sala dell'Aviazione per l'Esposizione dell'Aeronautica Italiana al Palazzo dell'Arte di Milano.
Disegna la copertina e ventiquattro tavole a china per La rivoluzione che vince di O. Dinale.

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