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HO CONOSCIUTO SIRONI PER CASO
Non dimentichiamo che dopo la caduta del fascismo ebbe dei momenti
difficilissimi. Nessuno osava avvicinarlo, nessuno comprava
i suoi quadri.
Avevo una sua tempera che temevo fosse falsa. Ho telefonato
a Sironi che era un uomo molto diffidente. Mi fissò l'appuntamento
e mi trovai non in uno studio, ma in un cantiere
.si camminava
sulle carte, migliaia di tempere e di disegni, quadri stupendi
al muro. Mi buttai. Gli dissi: "Maestro, quest'anno le
offro 5 milioni, se lei mi dà i suoi quadri." Eravamo
nel 1947 circa. Mi disse: "Non voglio metterla nei pasticci,
lei è molto giovane, cinque milioni sono tanti."
Comunque combinammo: non avevo soldi, me li feci prestare. Per
500.000 lire mi diede quattro grandi quadri. Mi regalò
anche 5 o 6 temperoni, 60 per 80. E' lì che ho iniziato
il mio sodalizio con Sironi.
Quando lo conobbi nessuno si interessava a lui e non aveva una
lira. Anche Mimì Costa, la sua compagna, teneva i rapporti
commerciali con me, perché Sironi era incapace di parlare
di soldi. Ho venduto quindi alcune centinaia di quadri di Sironi,
a Bergamini e alla Galleria la Bussola.
I MIEI RAPPORTI CON SIRONI
Alcuni dicono che ero il suo segretario, ma la segretaria era
solo Mariella Righetti, sua nipote. Lui mi chiamava "lo
straniero" perché diceva che ero il primo, nell'intermediare
le sue opere, che non lo ha MAI preso per il collo.
Del resto, è a me e Mimì Costa che ha lasciato
la sua volontà che potessimo giudicare dell'autenticità
delle sue opere, non ad altri. Il documento originale del 1959
è riprodotto qui sul sito.
Sironi ha prodotto tantissime opere, era molto attivo e nel
suo studio abbiamo inventariato circa quindicimila opere. Dunque,
censire ed autenticare una simile produzione artistica è
un lavoro enorme.
COME ARRIVARE ALL'AUTENTICA DI UN SIRONI
Bisogna conoscere l'artista, la sua tecnica. E' un segreto che
conosco, dopo 14 anni di sodalizio con l'artista e di conoscenza
della sua arte, ed ho trasmesso ad un mio allievo. Certo, un'opera
d'arte è una questione di pelle. Però esistono
delle componenti che tutti ignorano. A proposito dei falsi,
per esempio, dico solo che Sironi aveva un modo particolare
di lavorare, impostava un dipinto come gli antichi. Faceva cioè
la prima stesura, poi la seconda e la terza.Non ha mai fatto
il quadro di getto. Non ho mai visto un Sironi rifatto bene,
mai. Ho visto anche qualche buona copia, ma sono copie e non
vi è traccia di seconda e terza stesura. Questo, Sironi
non lo faceva mai.
Poi, il fatto che ho avuto una delle più belle collezioni
d'arte contemporanea d'Italia, non solo di Sironi, mi ha consentito
di affinare la mia sensibilità. Il fatto che fossi figlio
d'arte e sia stato anche restauratore non è altrettanto
importante.
Sironi era un artista tormentato, impostava 20-30 quadri alla
volta, poi li lasciava lì, li guardava, ci meditava su,
non gli piacevano: insomma, un quadro di Sironi era un travaglio.C'era
una grande rabbia in lui. Adorava la tempera e non ha mai voluto
capire perché una tempera dovesse essere venduta meno
cara di un olio: perché ci metteva di più a farla.
Per tutte queste ragioni, per quello che Sironi ha fatto e ha
rappresentato nella mia attività, ho deciso anni fa di
occuparmi solo delle autentiche di questo autore. |
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